RELAZIONE del Comitato alla Giornata di studio “Identità da salvare-Lucca e il suo territorio” organizzata da Italia Nostra sez. di Lucca

Se è vero che l’Urbanistica “comunica” attraverso la produzione di “piani”, la recente vicenda del Parco di S. Anna e del Piano Attuativo per la realizzazione del complesso immobiliare di via Einaudi al suo interno potrebbe essere utilizzata come caso di Scuola per informare gli studenti di due amare constatazioni:

1) i grandi

orrori che si trovano disseminati sui nostri territori vengono paradossalmente realizzati proprio nel nome di nobili principi quali miglioramento delle condizioni insediative, riqualificazione di ambiti degradati, ecc.;

2) nel procedimento che necessariamente si frappone tra il dire, “

pianificare”, e il fare, “attuare”, intervengono, per approssimazioni successive, numerose e spesso impercettibili deviazioni, (deformazioni, alterazioni procedimentali, aggiramenti, elusioni) mai attribuibili ad un unico soggetto, apparentemente tra loro scoordinate, tali che l’orrore –una volta realizzato – resti comunque senza padre e senza madre, né siano mai localizzabili evidenti responsabilità civili, politiche e amministrative in capo a funzionari e amministratori.

Per capire perché la nostra Associazione è arrivata a queste conclusioni, basterà ripercorrere insieme le varie puntate della vicenda di pianificazione urbanistica che ha interessato il nostro quartiere:

a) nel 1999 (ormai dieci anni fa!) il Comune di Lucca conferisce al notissimo Studio Benevolo l’incarico di assistenza agli uffici comunali per la formazione di entrambi i livelli di pianificazione generale previsti dalla legge della Regione Toscana: Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico;

b) tra gli obiettivi dell’incarico, spicca quello di “

migliorare al suo interno la periferia compatta che circonda la città antica e che ha perduto contatto con la campagna, anche con interventi di sostituzione, conservando o ripristinando il suo carattere rado e alberato”.

c) Nel 2001 il Consiglio Comunale approva il Piano Strutturale redatto con l’aiuto dello Studio Benevolo (che non ha lavorato gratis!). Tale Piano, tra l’altro, riconosce e circoscrive tre ambiti funzionali degli insediamenti di particolare valore per l’aggregazione di servizi che contengono, ma che richiedono un

ridisegno complessivo del sistema in forma unitaria” e meritano specifici “interventi di riqualificazione, a partire dagli elementi infrastrutturali esistenti e utiliizzando le aree intercluse, inutilizzate o utilizzate parzialmente”:

1- l’area del presidio ospedaliero di Campo di Marte,2- l’area di S. Concordio tra Piazzale A. Moro e l’Autostrada, 3- l’area di S. Anna tra via Dorati e Via del Bozzo;

d) In particolare, l’area di S. Anna interessata dal Piano Attuativo di via Einaudi, viene ricompresa nell’UTOE 3b per la quale si prescrivono obiettivi di riqualificazione e di limitato potenziamento dei carichi insediativi, di valorizzazione dei pubblici servizi e del commercio al dettaglio di tipo tradizionale, di esclusione di nuovi interventi di grande e media distribuzione, di realizzazione di percorsi e attrezzature che favoriscano una progressiva “

riappropriazione” del territorio da parte della cittadinanza (parlando letteralmente di “riappropriazione” il Piano riconosce che la cittadinanza di S. Anna, nel tempo, è stata espropriata della possibilità di fruire del suo naturale territorio!”).

Fin qui i buon propositi della pianificazione…ma tra il dire e il fare…….come ora vedremo……..;

e)

Prima deviazione: per ragioni che non conosciamo, il rapporto con lo Studio Benevolo si interrompe nel 2001 e la redazione del Regolamento Urbanistico, mediante il quale si sarebbe dovuto dare piena e pronta attuazione alle previsioni del Piano Strutturale, segue una formula di redazione assai più artigianale, con gli uffici e la Giunta Municipale che si rendono molto attivi nella fase preparatoria……….;

f)

Seconda deviazione: tra l’approvazione del Piano Strutturale (Agosto 2001) e quella del Regolamento Urbanistico (Marzo 2004) intercorre un periodo (31 mesi) così lungo da compromettere ogni continuità logica del procedimento;

g)

Terza deviazione: il Regolamento Urbanistico tratta tutto il “Parco di S. Anna” (quello compreso tra Via Dorati e Via del Bozzo) come un’unica grande area meritevole di disciplina speciale denominata “Progetto Norma 5 – Parco di S. Anna”, ma all’interno di tale area vengono inspiegabilmente identificati 4 diversi comparti (A,B,C,D) di cui uno (D) da attuarsi mediante un apposito piano urbanistico attuativo come se si trattasse di una parte di territorio destinata a “nuova urbanizzazione” anziché, come stabilito dal Piano Strutturale, a “riqualificazione urbana”;

h)

Quarta deviazione: trattando in generale dei Progetti Norma, il R.U. precisa che solo le disposizioni normative devono intendersi come tassative, mentre le rispettive schede grafiche “possono subire modifiche a condizione che queste non eludano la finalità speciale perseguita” di “conferire un’identità unitaria all’insieme di aree verdi per servizi e infrastrutture”. In questo modo si sono persi per strada tutti i vincoli, indirizzi ed obiettivi che la pianificazione aveva prescritto per questa zona (ecco dove sta l’ambiguità: la finalità del R.U. in effetti non contrasta con quella del P.S., ma neppure la interpreta in maniera compiuta….);

i)

Quinta deviazione: a causa di un inspiegabile “errore”, la scheda grafica raffigura un’area edificabile la quale, per poter contenere tutti i volumi ammessi dagli indici del comparto, comporterebbe comunque – ammesso che non esistano altri limiti – la costruzione di edifici di altezza superiore a 30 metri, quando il limite massimo previsto per l’altezza è di 22 metri. Utilizzando la possibilità offerta dal R.U., nel 2005 un Gruppo privato presenta al Comune di Lucca una proposta di Piano Attuativo riguardante il solo “comparto D” del Progetto Norma 5. La progettazione non tocca gli altri comparti A, B, C e trascura sia le esigenze di unitarietà poste dal Piano Strutturale e ribadite dal R.U., sia le indicazioni della scheda grafica relativa al Parco di S. Anna nel suo insieme;

j)

Sesta deviazione: nell’Aprile 2007, a due mesi dal rinnovo dell’Amministrazione Comunale, il Commissario Governativo, sulla base di un asserito dovere di “promuovere l’ordinata attuazione delle zone di espansione (?) previste dagli strumenti della pianificazione territoriale”, delibera l’adozione del Piano Attuativo proposto dal Gruppo privato e, successivamente, la vendita allo stesso di porzioni di terreno di proprietà del Comune, poste nell’area interessata, necessarie al proponente per dimostrare la completa disponibilità del comparto “D”;

k) Settima deviazione: la delibera commissariale di adozione del Piano Attuativo presentato dal Gruppo privato, è corredata da un parere degli uffici che ne attesta la conformità al Regolamento Urbanistico, ma che non svolge alcuna verifica di conformità rispetto al sovraordinato Piano Strutturale;

l)

Ottava deviazione: la nuova Amministrazione Comunale, sensibilizzata – nelle forme di legge – sia dalla Provincia di Lucca che dalla nostra Associazione circa le numerose illegittimità contenute nell’atto di adozione del Piano Attuativo, lascia trascorrere un anno intero senza proseguire l’iter del procedimento (con le controdeduzioni alle osservazioni presentate e l’approvazione, ovvero con la revoca);

m)

Nona deviazione: pur consapevole che solo una tempestiva revoca, in via di autotutela, dell’illegittimo atto di adozione del Piano Attuativo e della deliberazione di vendita dei terreni di via Einaudi di proprietà del Comune, potrebbe interrompere l’intero iter procedimentale senza far sorgere in capo al Gruppo proponente giustificate richieste di danni, l’Amministrazione Comunale (sia la Giunta, sia il Consiglio Comunale che da un mese sta rinviando la discussione di un ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri che sollecitano la revoca del Piano!) continua nel suo insieme ad indugiare, favorendo la formazione di un generale convincimento cittadino circa l’ineluttabilità che ormai – allo stato degli atti – “il mostro” non possa non essere realizzato;

Come Associazione Parco di S. Anna ci auguriamo che anche da questo convegno si levi un autorevole richiamo ai tecnici e ai politici del Comune di Lucca affinché dubitino seriamente della legittimità della

mega-operazione che, in mancanza di un sollecito intervento di revoca, si andrebbe inevitabilmente a consentire.

Una volta avvisati, ogni loro ostinata ed inerte perseveranza finirebbe per apparire ancor più gravemente colposa.

 

 

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