Il “caso Fagnano” a cura di Umberto Capocchi

Ancora una annosa vicenda seguita attivamente dalla nostra Associazione con la consueta caparbietà e costanza che si conclude, malgrado tutto, positivamente nella maniera da noi auspicata. download

Dopo che nel maggio 2011 l’amministrazione Favilla era finalmente riuscita a varare il transatlantico della variante di salvaguardia al Piano strutturale con il determinante supporto dei professionisti Arch. Bedini e Cinquini, variante che, una volta ratificata dal CC, avrebbe finalmente consentito di sbloccare la “vertenza” Valore-via Einaudi invischiata nelle reti di volta in volta calate dall’Associazione Parco di S.Anna, ma, purtroppo (per loro), miseramente naufragata appena un mese dopo sullo scoglio della magistratura che rinviava a giudizio una serie di personaggi. Nel marzo 2012 approdava in CC, che approvava, una scialuppa di 240 pagine, residuo di quel naufragio, contenente una variante di riallineamento del RU al PS vigente che, con seduta notturna alla vigilia del CC, scoprimmo contenere al suo interno delle disposizioni a noi poco chiare che contestammo immediatamente con particolare riguardo al passaggio in cui si spostavano inopinatamente quantità notevoli di m2 dalla Utoe di S. Pietro a Vico, tutt’altro che confinante, all’utoe 3b di Sant’Anna, S. Donato e Fagnano proprio con riferimento a quest’ultima località, per interventi di tipologia industriale e artigianale. Alle nostre contestazioni non furono date risposte soddisfacenti tanto che chiedemmo un incontro/scontro col nuovo sindaco appena insediato, Tambellini, ed il nuovo dirigente dell’Urbanistica autore della variante arch. Di Bugno che non approdò a migliori risultati in quanto lo strumento fu stranamente difeso convintamente anche dal Sindaco che, dai banchi dell’opposizione solo poche decine di giorni prima, lo aveva ampiamente contestato esprimendo voto contrario con la propria coalizione.
Continuammo con la caparbietà che ci ha sempre contraddistinti nelle nostre azioni, ad intervenire sull’argomento nelle varie sedi, una delle quali fu la Provincia di Lucca. Incontrammo a più riprese i dirigenti all’urbanistica per “spiegare” loro le criticità di tale variante convincendoli, come poi avvenne, ad adire allo strumento della Conferenza paritetica col Comune e la Regione per dirimere le controversie da noi evidenziate e pure da loro recepite. Detta conferenza, cui poterono presenziare alcuni nostri rappresentanti, si tenne a Firenze nel settembre del 2012 riconoscendo parzialmente le nostre perplessità fatte proprie pure dalla Provincia, e demandando agli uffici dei tre enti il compito di dirimere la controversia adottando quelle correzioni a ciò necessarie. Abbiamo continuato a seguire attivamente la vicenda con non sembrava essere stata seriamente affrontata pure dagli uffici della regione che, più volte intrattenuti da noi sull’argomento hanno dimostrato scarsa volontà se non quasi fastidio per la nostra insistenza. Le nostre istanze inviate tramite pure le figure del Difensore civico regionale e del Garante della comunicazione restarono per molti mesi senza risposta alcuna da parte della regione. Poi sul finire del 2013, il Tar della Toscana nel decidere di un ricorso presentato dalle Cartiere Modesto Cardella che, in parte, si riferiva proprio alla variante negli aspetti pure da noi contestati, accoglieva parzialmente tale ricorso proprio nell’aspetto che noi da sempre abbiamo evidenziato.
Al termine di tutto questo sono lieto di annunciarvi che in questi giorni la questione si è conclusa nel senso da noi sempre indicato ed auspicato, con un incontro (finalmente) fra Regione, Provincia e Comune, di cui vi allego copia del verbale redatto in tale circostanza ed a conclusione, che prevede che gli illegittimi spostamenti effettuati tra le utoe succitate vengano ripristinato originariamente e di fatto sancisce che a Fagnano, utoe 3b non si possa costruire, ed il tutto sarà concretizzato con un passaggio in C.C. che ne prenderà e ne darà ufficialmente atto.
Mi sembra un ulteriore bel risultato, per ottenere il quale sono stati necessari oltre due anni di interventi costanti, pazienti e fermi.

Cordiali saluti a tutti e, permettetemi, congratulazioni a noi stessi.

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